<rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"><channel><title>Internet</title><link>http://www.b2t.biz/B2Tblog/category/17.aspx</link><description>Internet</description><managingEditor>marco@B2Tblog</managingEditor><dc:language>it-IT</dc:language><generator>.Text Version 0.95.2004.102</generator><item><dc:creator>marco@B2Tblog</dc:creator><title>La guerra dei Browsers</title><link>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2008/09/02/16602.aspx</link><pubDate>Tue, 02 Sep 2008 13:46:00 GMT</pubDate><guid>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2008/09/02/16602.aspx</guid><description>
		&lt;p&gt;
				&lt;img alt="Nuovi browser da Microsoft e Google" src="/B2Tblog/files/2008_09_microsoft_vs_google.jpg" border="0" align="left" /&gt;
Sono colpi duri quelli che si infliggono &lt;strong&gt;Microsoft&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Google&lt;/strong&gt;. Gli ultimi, in ordine di tempo, hanno toccato l'universo dei browser, dove i due contendenti si stanno palesemente e dichiaratamente, pestando i piedi. &lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;
		&lt;/p&gt;
		&lt;div&gt;Giusto qualche giorno fa, Microsoft ha annunciato e rilasciato la beta 2 di &lt;strong&gt;Internet Explorer 8&lt;/strong&gt;, con tecnologia &lt;strong&gt;InPrivate&lt;/strong&gt;. Oltre ad una serie di migliorie legate a funzionalità e performance, il "piatto forte" di Explorer è la protezione dei dati personali. Infatti nel nuovo browser sono state introdotte due nuove funzionalità, chiamate "&lt;em&gt;InPrivate Browsing&lt;/em&gt;" e "&lt;em&gt;InPrivate Blocking&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;La prima, ribattezzata dai più maliziosi "P0rn Mode", consente agli utenti di cancellare ogni traccia dei siti visitati da ogni singola sessione di navigazione.&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;Nella seconda funzionalità invece, si concentra la battaglia: "InPrivate Blocking", infatti impedisce che le proprie informazioni di navigazione siano inviate a siti terzi. Tali informazioni sono generalmente utilizzate da chi vende pubblicità in Internet, per produrre spot modellati sulle abitudini di navigazione del consumatore. Questa pratica, ormai diffusissima, è alla base del modello di business di Google e non solo, ed è apprezzata dagli advertisers di tutto il mondo, proprio per la sua efficacia.&lt;/div&gt;
		&lt;p&gt;
		&lt;/p&gt;
		&lt;div&gt;Mike Zaneis, vice presidente dell'&lt;a title="Interactive Advertising Bureau" href="http://www.iab.net/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Interactive Advertising Bureau&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, l'organizzazione internazionale che rappresenta gli operatori di web marketing, ha dichiarato che questo provocherà un passo indietro nell'evoluzione dell'advertising online e si auspica che Microsoft riveda le proprie decisioni con il rilascio della versione definitiva del suo browser.&lt;/div&gt;
		&lt;p&gt;
		&lt;/p&gt;
		&lt;div&gt;Quest'oggi invece, Google ha rilasciato ufficialmente &lt;strong&gt;Chrome&lt;/strong&gt; in versione beta, un browser destinato ad insidiare Internet Explorer e forse qualche altro prodotto di casa Microsoft. In realtà il rilascio sarebbe dovuto avvenire più avanti, ma una "fuga di notizie", nello specifico un &lt;a title="Guarda il fumetto su Google Chrome" href="http://blogoscoped.com/google-chrome/" target="_blank"&gt;fumetto&lt;/a&gt; entrato in possesso degli autori del blog Blogoscoped.com, ha costretto Google ad anticipare i tempi.&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;Le promesse di Chrome sono allettanti ed ambiziose, poiché Google è decisa a proporre il suo browser non solo per la navigazione del web, ma come strumento che supporti l'utente in tutte le attività che oggi può compiere grazie ad Internet, ovvero la visione di filmati, lo scambio di messaggi, l'uso di chat, la videoscrittura, la produzione di contenuti e così via. C'è dunque da aspettarsi l'integrazione della suite di Google Docs e lo sviluppo di nuove applicazioni web 2.0.&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;Ovviamente anche Google ha dato importanza alla questione della protezione della privacy, incorporando nel browser la funzione &lt;strong&gt;Incognito&lt;/strong&gt;, che consentirà la navigazione senza lasciare tracce, ma l'advertising in questo caso, ne siamo convinti, è salvo...&lt;/div&gt;
&lt;img src ="http://www.b2t.biz/B2Tblog/aggbug/16602.aspx" width = "1" height = "1" /&gt;</description></item><item><dc:creator>marco@B2Tblog</dc:creator><title>Google annuncia: Google Docs anche offline!</title><link>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2008/04/02/16598.aspx</link><pubDate>Wed, 02 Apr 2008 19:09:00 GMT</pubDate><guid>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2008/04/02/16598.aspx</guid><description>
		&lt;p&gt;E' ufficialmente partita la sperimentazione - solo per un ristretto numero di utenti - della versione offline di &lt;a href="http://docs.google.com" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;Google Docs&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. Lo annuncia Google stessa sul suo &lt;a href="http://googledocs.blogspot.com/2008/03/bringing-cloud-with-you.html" target="_blank"&gt;blog&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;Attraverso questa nuova funzione, sarà presto possibile lavorare sui documenti creati con Google Docs in presenza o meno della connessione ad Internet. A connessione ristabilita, i documenti modificati verranno automaticamente sincronizzati con il server.&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;La prima parte di sperimentazione, riguarda soltanto l'editor di testo, ma presto partirà anche per i fogli elettronici e per le presentazioni.&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;Scacco matto a Microsoft?&lt;/p&gt;
		&lt;br /&gt;
		&lt;object width="425" height="355"&gt;
				&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7cyHYEfpRVA" /&gt;
				&lt;param name="wmode" value="transparent" /&gt;
				&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/7cyHYEfpRVA" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;
				&lt;/embed&gt;
		&lt;/object&gt;
&lt;img src ="http://www.b2t.biz/B2Tblog/aggbug/16598.aspx" width = "1" height = "1" /&gt;</description></item><item><dc:creator>marco@B2Tblog</dc:creator><title>L'importanza del marchio in rete</title><link>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2008/03/11/16597.aspx</link><pubDate>Tue, 11 Mar 2008 18:54:00 GMT</pubDate><guid>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2008/03/11/16597.aspx</guid><description>
		&lt;p&gt;
				&lt;img alt="L'importanza del marchio in rete" src="/B2Tblog/files/2008_03_shopping_online.jpg" align="left" border="0" /&gt;  Un recente &lt;a href="http://www.eiaa.net/news/eiaa-articles-details.asp?id=159&lt;4" target="_blank"&gt;studio&lt;/a&gt; dell'&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.eiaa.net/index.asp?lang=4" target="_blank"&gt;EIAA&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, la European Interactive Advertising Association, ha evidenziato che in seguito ad una ricerca sul Web, il 40% degli acquirenti online europei cambia idea sui marchi da acquistare. Rispetto alla media europea, l'Italia è all'ultimo posto, ma resta comunque il fatto che sono quasi 3 utenti italiani su 10 quelli che hanno una mentalità "aperta" nei confronti del mercato.&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;L'indagine dell'EIAA evidenzia che l'evolversi del livello di ricercatezza dei mercati online induce gli acquirenti a sfruttare &lt;strong&gt;diversi messaggi di marketing&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;diverse fonti di informazione&lt;/strong&gt; per decidere sui propri acquisti. Le aziende sono quindi avvisate: &lt;strong&gt;è fondamentale sviluppare strategie più efficaci per richiamare l'attenzione dei consumatori&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;Nella graduatoria delle fonti di informazione online considerate più utili, ci sono i &lt;strong&gt;motori di ricerca (76%)&lt;/strong&gt;, le &lt;strong&gt;segnalazioni personali (72%)&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;siti di confronto prezzi (61%)&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;siti Web di marchi noti (59%)&lt;/strong&gt; e le r&lt;strong&gt;ecensioni dei clienti (57%)&lt;/strong&gt;. Come è possibile notare, l'epoca del sito vetrina è completamente tramontata e l'approccio degli utenti è diventato più "ragionato". Forse la differenza della media di italiani convinti a cambiare, rispetto a quella europea, sta semplicemente nel fatto che in Italia non è ancora iniziata  con decisione l'applicazione di quelle strategie volte all'affermazione del marchio presso il pubblico digitale.&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;Dunque gli spazi e le opportunità ci sono, se consideriamo il fatto che a dicembre, mese importante per gli acquisti, ben &lt;strong&gt;oltre 24 milioni di italiani&lt;/strong&gt; si sono connessi al Web almeno una volta (Fonte: &lt;em&gt;Nielsen Online&lt;/em&gt;). Alle aziende resta l'opportunità di cogliere la "palla al balzo".&lt;/p&gt;
&lt;img src ="http://www.b2t.biz/B2Tblog/aggbug/16597.aspx" width = "1" height = "1" /&gt;</description></item><item><dc:creator>marco@B2Tblog</dc:creator><title>Occhio al typo-squatting!</title><link>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2008/01/28/16596.aspx</link><pubDate>Mon, 28 Jan 2008 17:33:00 GMT</pubDate><guid>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2008/01/28/16596.aspx</guid><description>
		&lt;p&gt;
				&lt;img alt="Un esempio di Typo-Squatting su iPhone.com" src="/B2Tblog/files/2008_01_typo_squatting.png" align="left" border="0" /&gt;
Una ricerca di &lt;a href="http://www.siteadvisor.com/studies/typo_squatters_nov2007.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;McAfee&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; pubblicata a novembre 2007, ha fatto il punto  sul fenomeno del &lt;strong&gt;Typo-Squatting&lt;/strong&gt;, ovvero sulla pratica, esercitata da individui  evidentemente poco onesti, di registrare domini Internet sfruttando gli errori  di battitura compiuti dagli utenti del Web.&lt;br /&gt;
  Succede così che, digitando un indirizzo in maniera errata,  ci capita di atterrare in un sito pieno zeppo di pubblicità, o talvolta dal  contenuto imbarazzante…&lt;br /&gt;
  Il Typo-Squatting ha raggiunto dimensioni considerevoli  in questi anni, basti pensare che &lt;strong&gt;McAfee ha analizzato 1,9 milioni di  variazioni tipografiche di 2.771 siti molto conosciuti, rilevando ben oltre  127.000 casi di sospetto Typo-Squatting&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
  Lo studio si è concentrato su un caso ben conosciuto, quello dell'&lt;strong&gt;iPhone&lt;/strong&gt;, rilevando la presenza di oltre 8.000 siti registrati, il cui nome contiene la parola “iphone”. Tra questi vi saranno sicuramente i siti degli appassionati,  ma la presenza di truffatori è altissima. Il sito di McAfee riporta l’esempio  di una pagina che promette, in cambio di un click, di regalare un fantomatico  iPhone Nano o, addirittura un iPhone Shuffle! Ma quando mai?!&lt;br /&gt;
  Note grottesche a parte, il fenomeno risulta preoccupante  quando, come sostiene McAfee, ad essere bersagliati sono i &lt;strong&gt;siti per bambini&lt;/strong&gt;. Oltre  60 dei siti in assoluto più attaccati dai Typo-Squatters, infatti, si rivolgono  ad un pubblico under 18, 24 dei quali hanno un target under 12. In molti casi, &lt;strong&gt;l’errore  di battitura espone i bambini a contenuti per adulti&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
  Inutile precisare che laddove non ci sono degli intenti  puramente “lesivi” nei confronti dei brand o degli utenti (fate molta  attenzione a non scaricare nulla da questi siti!), la pratica del  Typo-Squatting è esercitata &lt;strong&gt;a scopo di lucro&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
  Infatti, spesso le pagine dei siti Typo-Squatted, contengono  pubblicità “contestuale”, simile agli annunci di Google ed ogni vostro click su  questi annunci, produce un introito economico per i Typo-Squatters. Tra questi  ed altri ricavi connessi, McAfee ha calcolato che &lt;strong&gt;un Typo-Squatter con 1.000  siti in “porfolio”, può guadagnare oltre 12.000 dollari in un anno&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
Gli esperti hanno provato a fissare alcune regole per capire  quando ci si trova davanti ad un fenomeno di Typo-Squatting:&lt;/p&gt;
		&lt;ul&gt;
				&lt;li&gt;le persone che hanno registrato il dominio (i Typo-Squatter), lo offrono al possessore del vero brand ad un prezzo di gran lunga più alto di  quello speso per il suo acquisto&lt;/li&gt;
				&lt;li&gt;le informazioni di Whois sono mascherate per non  far identificare il possessore&lt;/li&gt;
				&lt;li&gt;il sito contiene materiale per adulti&lt;/li&gt;
				&lt;li&gt;all’interno del sito sono presenti loghi o immagini che  si rifanno al brand originale&lt;/li&gt;
				&lt;li&gt;il sito cerca di attirare l’attenzione dei clienti,  creando confusione tra marchi&lt;/li&gt;
		&lt;/ul&gt;
		&lt;p&gt;
				&lt;em&gt;Cosa fare contro il Typo-Squatting?&lt;/em&gt;
				&lt;br /&gt;
  Per quanto riguarda i possessori del brand “alterato”,  fortunatamente le regole della &lt;a href="http://www.nic.it" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Registration Authority Italiana&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, aiutano a risolvere molte  controversie, a sfavore dei truffatori!&lt;br /&gt;
  Agli utenti che si trovassero di fronte ad un caso sospetto, consigliamo invece di evitare di navigare all’interno di questi siti,  controllando di aver digitato correttamente l’indirizzo nel browser.&lt;br /&gt;
  Ci sentiamo di dare un suggerimento  anche a quanti venissero  contattati per fare pubblicità “furba” a discapito dei concorrenti… Far  apparire un link al vostro sito quando gli utenti “sbagliano” l’indirizzo della  concorrenza, oltre a non essere onesto, non è un buon strumento di Web  Marketing (chi vi dà la certezza che un truffatore non stia truffando anche  voi?).&lt;br /&gt;
Ci sono realtà che vi possono aiutare a pianificare la  giusta strategia di marketing online, valutando correttamente le vostre  esigenze e i vostri obiettivi (a proposito… siamo qui per questo!)&lt;/p&gt;
&lt;img src ="http://www.b2t.biz/B2Tblog/aggbug/16596.aspx" width = "1" height = "1" /&gt;</description></item><item><dc:creator>marco@B2Tblog</dc:creator><title>Un nuovo motore di ricerca?</title><link>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2008/01/21/16595.aspx</link><pubDate>Mon, 21 Jan 2008 23:47:00 GMT</pubDate><guid>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2008/01/21/16595.aspx</guid><description>
		&lt;p&gt;
				&lt;img alt="Wikia Search" src="/B2Tblog/files/logo_wikia_search.gif" align="left" border="0" /&gt;

A 10 anni dalla nascita di &lt;a href="http://www.google.it" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;Google&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, gli ideatori di &lt;a href="http://www.wikipedia.it" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;Wikipedia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, hanno avviato un progetto che porterà alla realizzazione di un nuovo motore di ricerca, il cui nome provvisorio è “&lt;a href="http://search.wikia.com" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;Wikia Search&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;”, dalle connotazioni fortemente open source: trasparenza (gli algoritmi saranno pubblici), partecipazione (gli utenti potranno perfezionare il motore), qualità (perfezionamento dei risultati), sicurezza (riservatezza dei dati personali).&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;Tralasciando le indiscutibili questioni “etiche”, ci chiediamo quante possibilità potrà avere il nuovo prodotto di competere con la forza del cosiddetto “gigante di Mountain View”.&lt;br /&gt;
La nascita di Google infatti, avvenne in un contesto storico e soprattutto tecnologico molto particolare: l’utenza Internet cominciava ad essere molto esigente e &lt;a href="http://it.altavista.com/" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;Altavista&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, che fino ad allora era il motore di ricerca per eccellenza, era diventato poco credibile a causa della debolezza del proprio algoritmo. Bastava infatti riempire una pagina di keyword di ogni sorta, anche lontane dall’oggetto trattato dal sito, per apparire in testa al motore.&lt;br /&gt;Alzi la mano chi, facendo una ricerca anche semplice con Altavista, non si è mai spazientito nel trovare la gran parte dei risultati legata a siti porno o di hacker. &lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;Inoltre il grande incremento di siti da indicizzare, unito al boom di utenti Internet, aveva portato un notevole rallentamento alla ricerca su Altavista. Da lì il tracollo. &lt;br /&gt;
Fu a quel punto che Google arrivò, spinto dalla forza di un incredibile passaparola. Erano gli amici che dicevano “Ma perché usi Altavista? Io uso Google, è più veloce e nei risultati non ci sono i siti porno!”. &lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;Google riuscì a colmare un vuoto che fino ad allora non era comunemente percepito, apportando un profondo cambiamento ad Internet ed anche alla vita di noi utenti. Ciò grazie alla sua semplicità, alla velocità e soprattutto all’autorevolezza guadagnata attraverso risultati precisi, dovuti alla potenza del suo algoritmo. &lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;Oggi Google occupa una posizione centrale nella Rete. Gli utenti sono innumerevoli e le ricerche effettuate ogni giorno, forse non si contano nemmeno più. &lt;br /&gt;
E qui sorge il nostro dubbio sull’idea di Wikia Search: potrà mai un motore di ricerca “condizionato” dal parere umano, garantire pari opportunità tra un ipotetico piccolo - ma autorevole - blog e il portale di una multinazionale che può permettersi budget pressoché infiniti per sguinzagliare le migliori agenzie del mondo alla ricerca del modo più sicuro per essere sempre in cima ai risultati del motore? &lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;Provare per credere: abbiamo provato a ricercare “&lt;i&gt;&lt;b&gt;web marketing&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;” su entrambi i motori. Il risultato è palesemente “meritocratico” su Google (vengono premiati gli sforzi del SEO…), mentre invece premia i grandi marchi su Wikia (che comunque, ricordiamo, è ancora in fase beta). &lt;br /&gt;
In ogni caso, un po’ di concorrenza (che dovrebbe servire ad intimorire i potenti) non fa male, ma… perché in Wikipedia non hanno pensato di iniziare la sperimentazione rivedendo il motore di ricerca interno? Quello, ad essere sinceri, lascia un po’ a desiderare: vi piacerebbe che la signorina della biblioteca, alla vostra richiesta di un libro che parli del “&lt;i&gt;pensiero aristotelico e della cultura ellenistica&lt;/i&gt;”, vi indicasse alcuni libri rispondendovi che “quello là in alto corrisponde per l’87% alla sua richiesta, quello di fianco per il 65% e quello immediatamente sotto per il 31%”…?&lt;/p&gt;
&lt;img src ="http://www.b2t.biz/B2Tblog/aggbug/16595.aspx" width = "1" height = "1" /&gt;</description></item><item><dc:creator>marco@B2Tblog</dc:creator><title>Google annuncia tecnologia per sfruttare la Rete "offline"</title><link>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2007/05/31/16594.aspx</link><pubDate>Thu, 31 May 2007 12:28:00 GMT</pubDate><guid>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2007/05/31/16594.aspx</guid><description>
		&lt;p align="justify"&gt;
				&lt;img height="77" alt="Google.gif" src="/B2Tblog/Images/Posts/Google.gif" width="176" align="right" border="0" /&gt;Google  ha annunciato ieri di aver creato un software che permetterà di sfruttare il Web anche in assenza di una connessione Internet, con l'obiettivo di consentire agli utenti di lavorare comodamente in tutte quelle circostanze in cui la connessione a Internet è assente o è intermittente.&lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;La tecnologia, che si chiama &lt;strong&gt;Google Gears&lt;/strong&gt;, permetterà a chiunque di poter interagire con servizi Web come la posta elettronica, i calendari online o i lettori di news anche in assenza di connessione. L'idea è quella di cancellare l'ultima differenza tra i software applicativi tradizionali - che vengono istallati sui computer - e i servizi applicativi online, che hanno le stesse funzionalità, ma che finora avevano bisogno di una connessione alla Rete per poter funzionare. &lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;Google intende rendere disponibile la nuova tecnologia in modalità "open source", aprendo una nuova sfida nei confronti del leader mondiale dei software Microsoft. &lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;Il primo prodotto di Google che utilizzerà la tecnologia Gears sarà Google Reader, che permette di aggiornare automaticamente centinaia di pagine Web. Con Gears, gli aggiornamenti potranno essere scaricati nel momento in cui si è in linea, per poi disconnettersi e accedere alle pagine appena aggiornate. &lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;
				&lt;font size="1"&gt;[Fonte: REUTERS]&lt;/font&gt;
		&lt;/p&gt;
&lt;img src ="http://www.b2t.biz/B2Tblog/aggbug/16594.aspx" width = "1" height = "1" /&gt;</description></item><item><dc:creator>marco@B2Tblog</dc:creator><title>Finalmente il Wi-Max anche in Italia</title><link>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2006/12/28/16591.aspx</link><pubDate>Thu, 28 Dec 2006 01:10:00 GMT</pubDate><guid>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2006/12/28/16591.aspx</guid><description>
		&lt;p align="justify"&gt;
				&lt;img height="240" alt="wimax.jpg" hspace="5" src="/B2Tblog/Images/Posts/wimax.jpg" width="193" align="left" border="0" /&gt;Alla fine i militari hanno rinunciato alle frequenze, e il Wi-Max può diventare una realtà anche in Italia. Il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, e quello della Difesa, Arturo Parisi, hanno raggiunto un accordo in base al quale il ministero della Difesa cederà progressivamente gamme di frequenza per rendere possibile anche in Italia la realizzazione di servizi a larga banda senza filo, che consentirà di far giungere Internet veloce anche nelle zone rurali e montagnose che oggi ne sono prive. &lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;Giugno 2007 e' la data fissata per la concessione delle prime licenze per il Wi-Max, la tecnologia che permettera' l'accesso alla rete a banda larga in qualsiasi zona del Paese senza dover ricorrere alla rete fissa.&lt;br /&gt;L'intesa costituisce la prima fase di un progetto complessivo concordato tra le due amministrazioni, che condurrà in un quinquennio a triplicare la suddetta prima assegnazione di frequenze per il Wi-Max. &lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;Il Wi-Max (acronimo di &lt;em&gt;Worldwide Interoperability for Microwave Access&lt;/em&gt;) consente infatti di trasmettere dati a distanze di decine di chilometri, ben superiori alle decine di metri consentite dalla tecnologia Wi-Fi, del quale rappresenta il naturale complemento.&lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;Teoricamente, le velocità massima raggiungibile da una connessione Wi-Max è di 74 Mbit al secondo. Oggi, una connessione Adsl via cavo ha una velocità che si attesta tipicamente tra i 2 e i 4 Mbit, con punte massime di venti. &lt;br /&gt;Una delle conseguenze positive dell'introduzione della tecnologia, quindi, sara' la riduzione del &lt;em&gt;digital divide&lt;/em&gt;, ossia del divario digitale che attualmente separa le aree metropolitane da e quelle periferiche, dove gli utenti della rete sono spesso ancora costretti a ricorrere all'ormai antiquato modem analogico con velocita' massime di 56 Kb al secondo.&lt;/p&gt;
&lt;img src ="http://www.b2t.biz/B2Tblog/aggbug/16591.aspx" width = "1" height = "1" /&gt;</description></item><item><dc:creator>marco@B2Tblog</dc:creator><title>Carta di imbarco via web? Con Alitalia si può!</title><link>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2006/07/29/13953.aspx</link><pubDate>Sat, 29 Jul 2006 00:36:00 GMT</pubDate><guid>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2006/07/29/13953.aspx</guid><description>&lt;p align="justify"&gt;Ecco un'altra vera innovazione, che con l'aiuto di Internet dovrebbe semplificarci e di molto la vita:&lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;Check-in via web? Con Alitalia da oggi si può!&lt;br /&gt;Basta essere soci del club MilleMiglia e recarsi sull'area Web Check-in del sito della compagnia di bandiera, per poter effettuare la registrazione del proprio biglietto e stampare la carta d'imbarco direttamente dal proprio PC.&lt;br /&gt;Così, entro e non oltre mezz’ora dalla partenza del volo, ci si potrà recare direttamente al gate, presentare la carta di imbarco stampata e partire senza pensieri, evitando la fila.&lt;br /&gt;Il servizio è attualmente disponibile per i voli in partenza da Bologna, Genova, Lamezia Terme, Napoli, Reggio Calabria, Roma, Venezia, Verona, per destinazioni nazionali.&lt;/p&gt;&lt;img src ="http://www.b2t.biz/B2Tblog/aggbug/13953.aspx" width = "1" height = "1" /&gt;</description></item><item><dc:creator>marco@B2Tblog</dc:creator><title>Wi-Fi su tutta Parigi entro il 2007</title><link>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2006/07/06/12813.aspx</link><pubDate>Thu, 06 Jul 2006 10:13:00 GMT</pubDate><guid>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2006/07/06/12813.aspx</guid><description>
		&lt;p align="justify"&gt;
				&lt;img title="Tour Eiffel" height="250" alt="torre-eiffel.jpg" hspace="5" src="/B2Tblog/Images/Posts/torre-eiffel.jpg" width="168" align="right" border="0" /&gt;Il sindaco di Parigi Bertrand Delanoe ha annunciato martedì scorso che è allo studio un piano per coprire tutta la città con segnale Wi-Fi entro la fine del 2007.&lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;Inoltre sono allo studio sgravi fiscali per le aziende che poseranno fibra ottica; l'intento è di coprire almeno l'80% della città con una rete veloce entro la fine del 2010.&lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;L'accesso ad Internet sarà poi fornito gratuitamente e mantenuto da imprese private; gli hot-spots (punti d'accesso) saranno dislocati nella maggior parte dei luoghi pubblici e in tutte le biblioteche.&lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;Tutto ciò è già da qualche anno realtà in molte città americane. &lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;Chissà che un domani anche l'Italia non riesca in un futuro non troppo lontano a seguire l'esempio...&lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt; &lt;/p&gt;
&lt;img src ="http://www.b2t.biz/B2Tblog/aggbug/12813.aspx" width = "1" height = "1" /&gt;</description></item><item><dc:creator>marco@B2Tblog</dc:creator><title>E' nato MammeBlog.it</title><link>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2006/04/19/MammeBlog.aspx</link><pubDate>Wed, 19 Apr 2006 01:02:00 GMT</pubDate><guid>http://www.b2t.biz/B2Tblog/archive/2006/04/19/MammeBlog.aspx</guid><description>
		&lt;p align="justify"&gt;
				&lt;a class="" title="MammeBlog.it" href="http://www.mammeblog.it" target="_blank"&gt;
						&lt;img title="MammeBlog.it" height="149" alt="MammeBlog.it" src="/B2Tblog/Images/Posts/MammeBlog.jpg" width="240" align="right" border="0" /&gt;
				&lt;/a&gt;
				&lt;a class="" title="B2T di Marco Pugliese" href="http://www.b2t.it/" target="_blank"&gt;B2T&lt;/a&gt; e &lt;a class="" title="Loacker Remedia S.r.l." href="http://www.loackerremedia.it/" target="_blank"&gt;Loacker Remedia&lt;/a&gt; sono liete di presentare &lt;a class="" title="MammeBlog.it" href="http://www.mammeblog.it/" target="_blank"&gt;MammeBlog.it&lt;/a&gt;, il nuovo blog tematico dedicato mamme.&lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;
				&lt;em&gt;"Un luogo per incontrarci, il luogo di noi mamme, quello delle scoperte e della condivisione, il luogo dei libri non letti e dei consigli non ascoltati, dove si parla di tutto quello che nessuno ci dice prima, il luogo delle domande impossibili e delle risposte sincere. Un luogo di donne e amiche unite da quel meraviglioso filo che unisce le vite di noi tutte e dei nostri piccoli."&lt;/em&gt;
		&lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;In questi primi giorni abbiamo parlato di:&lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;
				&lt;strong&gt;Non riesco a dimagrire&lt;/strong&gt;
				&lt;br /&gt;
				&lt;span class="style42"&gt;
						&lt;em&gt;
								&lt;font size="2"&gt;La gravidanza mi ha lasciato attaccati parecchi chili, forse anche perché ho iniziato in sovrappeso di 7 chili. Durante l'allattamento mi hanno sconsigliato o proibito addirittura di seguire diete ma adesso che Davide ha sette mesi e mezzo ed è iniziato lo svezzamento, mi sono messa in riga. Ciononostante perdere un etto è una fatica pazzesca...&lt;/font&gt;
						&lt;/em&gt;
				&lt;/span&gt;
				&lt;a title="MammeBlog.it - Non riesco a dimagrire" href="http://www.mammeblog.it/Default.aspx#aef1ff3cc-881b-4a4c-a705-6c486b95a6d7" target="_blank"&gt;
						&lt;font style="BACKGROUND-COLOR: #ffa0e0" color="#000000" size="1"&gt;[continua su MammeBlog.it]&lt;/font&gt;
				&lt;/a&gt;
		&lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;
				&lt;strong&gt;Allattare fino a quando?&lt;/strong&gt;
				&lt;br /&gt;
				&lt;span class="style42"&gt;
						&lt;em&gt;
								&lt;font size="2"&gt;Davide ha sette mesi e dieci giorni e già da un mese fa due pappe al giorno. Lo allatto quindi solo al mattino e qualche volta al pomeriggio verso le quattro. L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di proseguire fino ai due anni di età del piccolo ma a me sembra che se sostituissi la poppata con latte artificiale oppure con altro, a Davide non cambierebbe nulla...&lt;/font&gt;
						&lt;/em&gt;
				&lt;/span&gt;
				&lt;a class="" title="MammeBlog.it - Allattare fino a quando? " href="http://www.mammeblog.it/Default.aspx#ac7397109-c22b-4d93-8947-aa37777d8cf8" target="_blank"&gt;
						&lt;font style="BACKGROUND-COLOR: #ffa0e0" size="1"&gt;
								&lt;font color="#000000"&gt;[continua su MammeBlog.it]&lt;/font&gt;
						&lt;/font&gt;
				&lt;/a&gt;
		&lt;/p&gt;
		&lt;p align="justify"&gt;
				&lt;strong&gt;Ciuccetti e biberon&lt;/strong&gt;
				&lt;br /&gt;
				&lt;span class="style42"&gt;
						&lt;em&gt;
								&lt;font size="2"&gt;Davide non ha mai voluto il ciuccio. "Bravo" direte voi. eppure il ciuccetto ha una sua utilità calmante ben nota, non per niente in inglese si chiama pacifier, cioè calmante. Tuttavia se, fino ad ora, ho compensato il suo desiderio di calmarsi con la ciuccia (sempre ben gradita dal piccolo) adesso che sono a buon punto nello svezzamento non è più così semplice. Il microbo mostra già un carattere indipendente e ha scovato il pollice che infatti si infila fino in gola tutto felice...&lt;/font&gt;
						&lt;/em&gt;
				&lt;/span&gt;
				&lt;a class="" title="MammeBlog.it - Ciuccetti e biberon" href="http://www.mammeblog.it/Default.aspx#ab6741957-3a49-4f45-9b60-70fd698c70a6" target="_blank"&gt;
						&lt;font style="BACKGROUND-COLOR: #ffa0e0" color="#000000" size="1"&gt;[continua su MammeBlog.it]&lt;/font&gt;
				&lt;/a&gt;
				&lt;br /&gt;
				&lt;br /&gt;
		&lt;/p&gt;
&lt;img src ="http://www.b2t.biz/B2Tblog/aggbug/9400.aspx" width = "1" height = "1" /&gt;</description></item></channel></rss>